Legge 104 e lavoro: diritti e doveri di lavoratori e famiglie.

Quando si parla di malattia e/o disabilità, necessariamente si parla di problematiche sul lavoro, per il lavoratore che si trova a dover aggirarsi nei meandri della burocrazia.

Siamo andati ad intervistare l’Avv. Roberta D’Amore – Studio Legale NARDI – D’AMORE (ROMA, v.le delle Milizie 38), che si occupa prevalentemente di diritto del lavoro e diritto di famiglia.

D. Avv., ci sono novità con la nuova Legge di bilancio 2020 sulla disabilità?

R. Siamo in attesa di sapere se la nuova legge sulla non autosufficienza implicherà effettivamente novità per la Legge 104 e aumenti delle pensioni di invalidi e disabili, per ora, il prossimo anno sono previste le stesse agevolazioni fiscali che la Legge 104 garantisce attualmente.

D. Chi ha diritto a proporre domanda, e quali sono le agevolazioni che si possono ottenere?

R. Hanno diritto a chiedere di diventare beneficiari della 104:

  • disabili gravi;
  • genitori di figli disabili gravi;
  • coniuge, parenti e affini entro il 2° grado di familiari disabili gravi;
  • parenti e affini entro il 3° grado di disabili gravi.

Hanno diritto a giorni o ore di permessi retribuiti per la cura e l’assistenza dei disabili (art. 33 L. 104/92 e art. 33 Dlgs. 151/2001):

  • Lavoratore dipendente maggiorenne portatore di handicap grave;
  • Lavoratori dipendenti genitori del disabile (naturali, adottivi o affidatari);
  • coniuge (o parte dell’unione civile), convivente, parenti e affini entro il 2° grado del disabile.

I permessi, spettanti a un unico lavoratore per assistere lo stesso disabile non ricoverato a tempo pieno, sono concessi dal datore di lavoro previa domanda telematica all’Inps da parte dell’interessato e nei seguenti limiti:

  • il lavoratore disabile ha diritto a 2 ore giornaliere o 3 giorni al mese continuativi o frazionati;
  • coniuge, convivente, parenti e affini entro il 2° grado del disabile hanno diritto a 3 giorni al mese.

D. E se invece il disabile per cui viene chiesta la 104 è un figlio minore, i genitori, come debbono comportarsi?

I genitori del figlio disabile:

  • fino all’età di 3 anni, possono chiedere alternativamente il prolungamento del congedo parentale per un periodo complessivo (compreso il congedo ordinario) non superiore a 3 anni (da fruire entro il 12° anno di età), 2 ore di permesso giornaliero o 3 giorni al mese continuativi o frazionati;
  • dai 3 ai 12 anni di età del figlio, i genitori possono ottenere il prolungamento del congedo parentale (nei limiti sopra citati) o 3 giorni al mese continuativi o frazionati;
  • per i figli di età superiore ai 12 anni, i genitori hanno diritto unicamente ai 3 giorni mensili.

D. Come si inoltra la domanda?

R. La richiesta per beneficiare delle Agevolazioni e dei Permessi previste dalla Legge 104 può essere inoltrata :

  • direttamente dall’interessato tramite i Servizi online per il cittadino, facendo l’accesso con il proprio PIN, oppure SPID o CNS;
  • tramite Contact Center INPS numero 803.164;
  • tramite patronato.

I benefici e le agevolazioni ottenute, possono essere revocate?

R. Lo stato di disabilità che determina il diritto alla legge 104 può essere soggetto a revisione da parte della commissione medica dell’Asl. È l’Inps stessa a fare le convocazioni per l’accertamento sanitario e le relative verifiche. In pratica, la convocazione alla visita di revisione è di competenza dell’Inps, ed il portatore di handicap deve soltanto attendere la convocazione da parte dell’istituto, senza necessità di attivarsi personalmente. Per questo motivo, gli effetti del verbale di riconoscimento dell’handicap grave sono prorogati oltre il termine per la revisione: il disabile può, dunque, beneficiare di tutte le agevolazioni legge 104 fino al giorno della definizione del nuovo iter sanitario di revisione.

In alcuni casi la revisione del diritto alla 104 è obbligatoria, come nel caso di portatori di handicap che si trovino nell’età evolutiva o nel caso che l’invalidità sia definita nel verbale come soggetta ad aggiornamento. Di norma, quando l’invalidità è soggetta a revisione, è lo stesso certificato a riportare il termine entro il quale deve essere effettuato l’aggiornamento. Se l’handicap in situazione di gravità non è confermato, i benefici legge 104 si perdono, ma solo a partire dall’emissione del verbale e non dalla scadenza del verbale precedente. Eventuali agevolazioni e permessi fruiti dalla scadenza del vecchio verbale alla visita di revisione non devono essere restituiti.

D. Cosa succede se una persona non si presenta alla visita di eventuale revisione?

R. Se un titolare di legge 104 non si presenta senza idonee giustificazioni alla visita di revisione, le agevolazioni legate alla legge si perdono a partire dal giorno successivo a quello stabilito dalla visita da cui ci si è assentati.

Qualora invece risulti presente una giustificazione utile in relazione all’assenza, l’Inps fissa una seconda convocazione.

Associazione Aurora

2 pensieri su “Legge 104 e lavoro: diritti e doveri di lavoratori e famiglie.

  1. Grazie infinite della chiarissima esposizione! Negli ultimi anni si sente moltissimo parlare della “legge 104” molto spesso come un’entità indefinita e che aprirebbe le porte ad una serie di agevolazioni di cui si approfitta a volte indebitamente. Sapere con precisione di cosa si tratta e conoscerne i contorni normativi e dei diritti è sicuramente una grande mano per chi, purtroppo, si trova nella condizione di doverne invocare i benefici… Grazie di cuore!

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